Impudicizia o creatività?

 Qualche anno fa, un mio conoscente mi confessava che un suo amico era solito portare nel portafogli delle foto osé di donne nude che mostrava agli amici più intimi. Mostrarle agli amici gli dava un senso di esaltazione molto appagante. In verità, in gran parte, erano foto di sua moglie, mi spiegava poi il mio confidente, glielo confessò con una certa aria di complicità il possessore del “tesoretto”. Ma poi confidò anche che la moglie sapeva bene l’uso che il marito faceva delle sue foto, ne era entusiasta e si eccitava a farsi fotografare, mostrando compiaciuta le sue nudità.

Insomma, tale gioco, ridestava i sensi di entrambi, che ritrovavano l’antica attrazione ormai sopita dal tempo. E dall’ usura della ripetizione.

Adesso i mezzi sono cambiati. L’uso di cellulari, ha permesso di svincolare i segreti delle nudità femminili (o maschili).

Oggi le cose si fanno in grande ed è tramontata la figura dell’amico che di nascosto fa vedere, dopo il caffè pomeridiano, le foto della donna, amante, amica, a un suo conoscente.

Adesso le nudità si mettono in rete. Io non so se c’è una macchinazione tra chi ritrae e chi posa, e se la donna accetta sempre di buon grado che il suo corpo sia esposto agli altri, ma certo è che quando una persona si fa fotografare, nuda o vestita, sa bene che poi quell’immagine diventa nota a tanta gente.

Oltre alle immagini, oggi si è passati ai video che riportano le gesta che una coppia compie nell’atto sessuale. Ritengo, credo, suppongo che la donna ci metta sensualità, gusto e sapienza nel farsi fotografare, consapevole che quelle immagini non rimarranno mai nel “portafogli” del suo amante, ma saranno diffuse ad ampio raggio. Infatti, oggi le foto e i video diventano di tutti e molti sono quelli che ne possono fare un uso improprio e scorretto.

C’è forse un gusto recondito nell’animo della donna che si fa fotografare?

Io penso di sì. In sede psico-terapeutica può essere capitato di aver udito l’eco di chi ha sperimentato un fatto del genere. Però quando si arriva a effetti devastanti, c’è da mettere in conto che alcune situazioni si fanno molto complesse e complicate, e le emozioni, i sentimenti, le suggestioni possono alterare la sensibilità e le tardive responsabilità di chi le ha commesse.

Ma se nella donna c’è nascosto un senso di gratificazione nel mostrare le proprie forme e le proprie performance, non credo che queste siano soltanto delle eccezioni. Queste forme di esibizionismo sono parte della natura umana, parte dell’Ombra della donna (o dell’uomo), che ne gode e che si eccita a mostrare le proprie “segretezze” a molti. Anzi, sembra proprio che desideri che ciò che è segreto e riservato divenga  pubblico e noto.

L’animo umano è sfaccettato, e insieme a molte virtù, nelle profondità dell’animo, in quella parte che noi chiamiamo “inconscio”, ci sono sempre presenti desideri di sfrontatezza, di oscenità, di impudicizia.  

O si tratta di creatività, originalità e stravaganza?

 

agosto del 2016

Antonio Vita –  Analista junghiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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